Una maratona musicale per studiare l’ansia da prestazione musicale

Mercoledì 20 maggio nel Salone d’Onore del Comune di Cuneo il Conservatorio Ghedini apre “Città in note” con una giornata di performance e laboratori legata al progetto di ricerca ARMONIA, inserito dal Ministero dell’Università e della Ricerca nei PRIN – Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale.

Mercoledì 20 maggio, dalle ore 9.30 alle ore 18.30, il Salone d’Onore del Comune di Cuneo ospita una “maratona musicale” in cui alcuni allievi del Conservatorio Ghedini si esibiscono in brevi performance solistiche consecutive, organizzate per aree tematiche e generi musicali omogenei. L’appuntamento, al quale si può assistere liberamente senza necessità di prenotazione e scegliendo quanto tempo dedicare all’ascolto senza l’obbligo di seguire tutto il programma musicale, apre la sesta edizione di “Città in note. La musica dei luoghi” e si muove nell’ambito del progetto ARMONIA, una ricerca interdisciplinare che studia l’interazione tra corpo, mente e gesto esecutivo.

Il progetto, riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca tra i PRIN – Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale, esplora in particolare il tema dell’ansia da palcoscenico e mira a sviluppare nuovi strumenti per l’autoregolazione cognitiva, il benessere psicofisico e la crescita artistica di chi esegue, interpreta e improvvisa. Il pubblico non è quindi soltanto spettatore, ma parte integrante del processo: la presenza in sala di persone contribuisce a creare il contesto emotivo necessario per osservare e misurare alcune reazioni dei musicisti durante la performance, intrecciando dimensione artistica e ricerca scientifica e trasformando l’ascolto in un’occasione di approfondimento sul rapporto tra interprete, emozione e presenza scenica.

Ogni partecipante esegue un brano, seguito dalla compilazione di test psicometrici (STAI-Y) per valutare l’ansia di stato. Durante l’esecuzione, vengono registrati simultaneamente segnali audio/video e parametri fisiologici centrali e periferici, tra cui elettroencefalografia (EEG), spettroscopia (fNIRS), termografia, variabilità del battito cardiaco ed elettromiografia (EMG). L’efficacia del training viene misurata confrontando i dati raccolti tra una condizione di prova e una di concerto. Oltre alle analisi statistiche, lo studio utilizza modelli di intelligenza artificiale e machine learning per identificare in tempo reale i pattern fisiologici associati a stress, errori tecnici o perdita di controllo. Tutti gli interventi musicali sono accompagnati da un’introduzione divulgativa, pensata per guidare l’ascolto e per avvicinare gli spettatori ai diversi linguaggi proposti.

«Con il progetto ARMONIA il Conservatorio Ghedini – dice il presidente Mattia Sismondaconferma una direzione chiara: affiancare alla formazione musicale una forte attenzione alla ricerca, per rispondere a bisogni concreti come l’ansia da prestazione. È un progetto che nasce dalla collaborazione con i Conservatori di Teramo e Campobasso e con l’Università di Chieti, a dimostrazione di quanto il lavoro in rete sia oggi fondamentale per innovare. Inserire questa maratona in ‘Città in note’ è una scelta strategica: significa portare la ricerca dentro un contesto aperto, condividendola con il pubblico attraverso il linguaggio musicale eseguito dal vivo. Il percorso proseguirà in autunno con un convegno a Teramo, dove saranno presentati i risultati della ricerca e dove porteremo anche l’esperienza del nostro territorio come esempio di un lavoro costruito in modo trasversale tra cultura, formazione e comunità».

Il programma è articolato in quattro laboratori, suddivisi complessivamente in sette sessioni. Dalle ore 9.30 alle 13 il laboratorio “Virtuosité” è dedicato al pianismo tra Ottocento e primo Romanticismo. La prima sessione mette al centro il virtuosismo trascendentale con M. Buonanoce, impegnato nello Studio d’esecuzione trascendentale n. 4 “Mazeppa” di Franz Liszt, e R. Fenu con la Fantasia e fuga sul tema B-A-C-H dello stesso autore. La seconda sessione propone un percorso tra evocazione e narrazione con T. Saganowsky nella Ballata n. 2 in si minore di Liszt, M. Zinkovska nella Tarantella da “Venezia e Napoli”, ancora di Liszt, e W. Ghirotti nel primo movimento della Sonata op. 31 n. 2 “La Tempesta” di Beethoven. La terza sessione è dedicata al rapporto tra pianoforte e dimensione poetica con C. Marabotto nella Ballata n. 1 in sol minore di Chopin e A. Bieniek nella Polacca op. 44 dello stesso autore.

Dalle ore 13 alle 15 il laboratorio “Il respiro” attraversa il repertorio per strumenti a fiato e voce. Nella quarta sessione si alternano F. Rodofili all’oboe con il Concerto in do minore di Marcello, A. Nistor al flauto con il Concerto n. 7 di Devienne, A. Roccia con il secondo movimento del Concerto di Reinecke e Vincenzo Sciacchitano al clarinetto con lo Studio n.1 di Donizetti. La quinta sessione amplia il repertorio tra Ottocento e Novecento con G. Cagnazzo, voce, accompagnata al pianoforte da T. Saganowsky nell’aria “Non so le tetre immagini” da Il Corsaro di Verdi, G. Favata alla tromba con Intrada di Honegger e M. Donini al corno con España di Buyanovsky.

Dalle ore 15 alle 17 il laboratorio “L’estasi dell’arco” è dedicato all’espressività degli archi tra repertorio solistico e passi orchestrali. Nella sesta sessione, centrata sul violoncello, si esibiscono L. Lisa nel primo movimento del Concerto n. 1 in do maggiore di Haydn, G. D’Onofrio nel Concerto n. 2 in re maggiore dello stesso autore, A. Polo con un solo tratto dal terzo movimento del Concerto op. 83 di Brahms e ancora A. Polo nel solo da Tosca di Puccini per quattro violoncelli. La sessione successiva è dedicata al violino con A. Peano nella Méditation op. 42 n. 1 di Čajkovskij ed E. Ghione nello Zigeunerweisen op. 20 di de Sarasate.

Dalle ore 17 alle 18.30 il laboratorio conclusivo “Oltre i confini” propone un’apertura verso linguaggi e generi differenti. Si esibiscono E. Isoardi all’arpa con Around the Clock di Chertok, G. Cavallera con The Windmills of Your Mind di Legrand e F. Rossi con Embraceable You di Gershwin. La chiusura è affidata al sestetto Fusion Jazz composto da C. Togni alla voce, A. Camandona al sax, K. Mancardi alla chitarra, M. Schiappapietre al pianoforte, D. Mauro al basso e S. Montone alla batteria, con brani dei Yellowjackets.

L’esibizione musicale segue un incontro didattico degli studenti coinvolti con Leonardo Milani, psicologo, docente di psicologia del benessere e fondatore dell’Istituto Ricerche in Dinamiche Educative (oggi Istituto di Psicologia del Benessere) che si occupa principalmente di tecniche di automiglioramento e di autostima.

Il progetto “ARMONIA – Analisi e potenziamento della regolazione emozionale nei giovani musicisti tramite neurofeedback e indicatori fisiologici autonomici” si propone di innovare il modello tradizionale di formazione musicale, mettendo al centro il benessere psicofisico del musicista piuttosto che la mera quantità di ore di pratica. Il senso fondamentale della ricerca è l’integrazione di neuroscienze, bioingegneria e intelligenza artificiale per potenziare la regolazione emozionale e le performance degli artisti, specialmente in situazioni di alta pressione.

I punti chiave dello studio sono:

Affrontare l’ansia da prestazione musicale (MPA): Lo studio riconosce l’ansia da prestazione musicale come un fenomeno multidimensionale che compromette sia la qualità esecutiva che la salute mentale. L’obiettivo è comprendere i legami tra l’esperienza cognitiva e le risposte fisiologiche visibili, come la tensione muscolare e le variazioni cardiache.

Approccio multimodale e scientifico: La ricerca utilizza un monitoraggio oggettivo e simultaneo di parametri periferici (come l’elettromiografia e la termografia) e centrali (neuroimaging) per mappare come il cervello controlla le risposte emotive durante l’esecuzione.

Efficacia del biofeedback: L’ipotesi centrale è che un training basato sul biofeedback (fornire al musicista dati in tempo reale sul proprio stato fisiologico) possa migliorare la consapevolezza e l’autoregolazione, riducendo lo stress e migliorando la gestione emotiva sia nello studio che in concerto.

Sviluppo di tecnologie predittive: Attraverso l’intelligenza artificiale e il machine learning, lo studio mira a creare modelli predittivi capaci di identificare in tempo reale pattern fisiologici associati a momenti di stress, perdita di controllo o errori tecnici.

In sintesi, lo studio cerca di fornire ai musicisti strumenti scientifici e tecnologici per trasformare la gestione delle proprie emozioni in una competenza tecnica consapevole, migliorando così la loro carriera e la loro salute.