Conclusa la messa in sicurezza, la sala ha riaperto a concerti, attività didattiche e lauree. L’intervento temporaneo è stato sostenuto dalla Fondazione CRC e seguito in collaborazione con il Comune di Cuneo.
La Sala Mosca del Conservatorio Ghedini di Cuneo è tornata agibile e restituita alla comunità, al pubblico dei concerti, agli studenti e ai docenti. L’utilizzo era stato sospeso in via cautelativa circa un anno fa dopo il distacco di alcuni elementi decorativi e di piccole porzioni delle finiture: non si era trattato di fenomeni estesi, ma si era preferito chiudere lo spazio per monitorare la situazione e studiare soluzioni. La chiusura aveva pertanto limitato le attività del Conservatorio, privando l’istituto e la città di uno spazio importante per la musica e la formazione.
La messa in sicurezza del soffitto ha consentito la riapertura dello spazio e il suo ritorno a disposizione per concerti pubblici, saggi, attività didattiche e sessioni di laurea. L’intervento ha previsto l’installazione di una rete anticalcinacci sotto il soffitto, sostenuta da funi metalliche ancorate alle pareti; un telo bianco ignifugo, disposto a onde sotto la rete, ne scherma la presenza e conferisce un aspetto ordinato della sala.
Si tratta, è bene sottolinearlo, di una soluzione provvisoria, realizzata per consentire l’utilizzo della sala in attesa di poter intervenire per risolvere le cause dei distacchi con opere di consolidamento e con il restauro delle decorazioni stesse del soffitto.
La Fondazione CRC ha sostenuto parte della spesa con un contributo assegnato attraverso il Bando Fondo Emergenze 2026. Il Comune di Cuneo, proprietario dell’immobile, ha collaborato con il Conservatorio tramite gli uffici Patrimonio, supportando le fasi autorizzative preliminari all’avvio dei lavori.
«Desidero ringraziare – dice il presidente del Ghedini, Mattia Sismonda – tutti coloro che, con la propria competenza, disponibilità e collaborazione, anche attraverso il sostegno economico, hanno contribuito a rendere nuovamente fruibile la nostra sala. Il risultato raggiunto è il frutto di un impegno condiviso, che ha permesso di restituire al Conservatorio e alla città uno spazio importante. La Sala Mosca è un luogo significativo per la vita del nostro istituto: ospita concerti, attività didattiche e momenti fondamentali del percorso formativo dei nostri studenti. Poterla nuovamente utilizzare significa recuperare uno spazio di lavoro, di incontro e di condivisione della musica, a beneficio dell’intera comunità».
Le opere sono state eseguite dalla CAE – Cooperativa Artigiani Edili tra l’8 giugno e il 15 luglio 2026, sotto la direzione dell’architetto Cristian Blangetti dello Studio Barbaroux. La riapertura, sancita con un breve momento istituzionale martedì 20 ottobre durante un concerto della Stagione Artistica 2026 del Ghedini, restituisce così alla vita del Conservatorio e della città un ambiente centrale per le attività musicali, in attesa degli interventi definitivi già ricompresi nella più ampia programmazione relativa all’edificio.



